Le Origini dello Zodiaco

La parola Zodiaco deriva dal greco “zoe”, che significa vita, e “diakos”, che significa ruota. Lo Zodiaco è la Ruota della Vita e rappresenta lo scorrere degli eventi nel loro tempo, come le fasi lunari che determinano i mesi e il ciclo solare che scandisce gli anni col passar delle stagioni, in cui tutto nasce, cresce, fruttifica e poi muore.

Ma la vita continua e mia finisce, come l’acqua che scorre fino al mare e poi ritorna, perchè si sa, tutto è ciclico, perciò lo è anche la vita. Ma gli antichi la sapevan lunga, e non amavano certo illudersi: chi muore poi non torna.

Allora distinguevano questi fatti con due parole ben diverse: Zoe e Bios.

Zoe era la vita in senso generico e illimitato, che appartenente a tutti gli esseri viventi che si muovono, animati dunque, che eran detti “zoon”. 

Il bios, invece, era la vita definita di un singolo individuo, perciò aveva un inizio ed una fine.

Anche il termine physis indicava la vita, ma era riferito solo alla vita generale delle piante. Quando si voleva caratterizzare la vita di una specifica pianta, si parlava di Phytou Bios, cioè vita di una pianta. Physis indicava un principio vitale generico ma inerte, cioè privo di movimento, al contrario degli animali che sono animati, e hanno dunque un anima. E tra questi animali si annovera anche l’uomo. Ed ecco che, perciò, nel cerchio zodiacale oltre agli animali abbiamo le persone.

Un’altra differenza tra Bios e Zoe, è che il Bios non si pone in antitesi rispetto a Thanatos, la morte. Anzi: una morte caratteristica è parte integrante della vita particolare di un individuo, che si caratterizza anche per il suo modo di estinguersi.

La vita generale intesa come Zoe, invece, esclude Thanatos: non possono coesistere. Dunque, Zoe è la vita immortale degli Dèi, e quei disegni che otteniamo unendo faticosamente i puntini luminosi allora son proprio loro: gli Dèi! Forse non è proprio esatto dire che son causa degli eventi di quaggiù, ma di certo si, ne sono il segno, quindi è meglio tener d’occhio ciò che fanno di lassù, che gli Dèì son gente strana! Tutti sghembi e un po’ suonati: ma che tempi ci mandate!

Il tempo degli Dèi è il Tempo dell’Essere, di quell’Essere Perpetuo che è l’Universo, anche se tutto in un solo verso proprio non va, piuttosto un po’ a caso, ma chissà!

I primi a cercar di capirci qualcosa furono Sumeri, stanziati tra i due fiumi Tigri e Eufrate circa seimila anni fa. Per quanto ne sappiamo, furono i primi a imparare a scrivere e a contare.

Tra i loro appunti sulle tavolette d’argilla, già c’erano il Leone e il Toro e persino lo Scorpione.

I Sumeri furono sconfitti dagli Accadi, un popolo nomade guerriero di stirpe semitica, proveniente dal Sud. Gli Accadi fondarono il loro impero e la loro lingua divenne quella ufficiale, tuttavia adottarono le conoscenze sumere compresa la scrittura, e il sumero restò in uso come lingua religiosa.

A loro volta, gli Accadi furono sconfitti dagli Amorrei: fu fondata Babilonia e promulgato il Codice di Hammurabi, una delle più antiche e complete raccolte di leggi scritte e, tuttavia, anche gli Amorrei mantennero a tutti gli effetti la lingua sumera come lingua sacra, liturgica e di studio, assimilando la religione sumero-accadica.

Intanto, un’altra civiltà si stava sviluppando lungo la valle del Nilo: gli Egizi, isolati dal deserto. A loro dobbiamo il primo grande zodiaco circolare completo dell’antichità giunto fino a noi: lo zodiaco di Dendera.

Tre fiumi e due culture, entrambe generate dall’osservazione del cielo, che ha permesso di imparare a scrivere e contare, prima di tutto lo scorrere del tempo e della vita.

Così tutto è cominciato.

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